Ottobre, Fish Lake, Utah. Migliaia di tronchi bianchi coprono il pendio, le foglie ingialliscono quasi tutte nello stesso periodo. Osservato da terra, sembra un bosco come tanti altri: alberi distinti, alcuni più alti, altri più radi.

Nel 2008, però, la genetista Jennifer DeWoody, insieme a un gruppo di ricercatori della Utah State University, preleva campioni di corteccia e foglie da decine di quei tronchi e li analizza in laboratorio. L’esame del DNA conferma quello che gli scienziati sospettavano da tempo: i tronchi non appartengono ad alberi diversi. Sono la stessa pianta, ripetuta quarantasettemila volte.

Il pioppo tremulo (Populus tremuloides) si riproduce anche senza semi. Manda radici orizzontali sotto il terreno e, a distanza di metri, fa spuntare nuovi fusti, identici dal punto di vista genetico al primo. Quello che sembra un bosco di individui è la parte visibile di un unico sistema, esteso su quarantatré ettari sotto Fish Lake. Un solo organismo, con circa quarantasettemila punti in cui emerge dal suolo.

Per peso è probabilmente l’organismo vivente più massiccio mai censito: circa seimila tonnellate, su un’area grande quanto novanta campi da calcio. Sull’età le stime restano incerte: alcuni ricercatori indicano ottantamila anni, altri preferiscono non sbilanciarsi, per la difficoltà di datare un sistema di radici che non lascia anelli da contare. Anche le stime più caute lo collocano comunque prima di qualsiasi civiltà documentata.

Ogni singolo fusto, però, vive in media tra i cento e i centocinquant’anni. Nessun tronco di Pando ha visto passare più di un secolo e mezzo. L’organismo non deve la propria età a un corpo che ha resistito nel tempo, ma alla sostituzione continua di quel corpo con corpi nuovi.

Da qualche decennio, quella sostituzione si è quasi fermata. Uno studio del 2018, basato su settantadue anni di fotografie aeree, mostra che il ricambio dei fusti ha iniziato a rallentare tra gli anni ottanta e novanta. Cervi, alci e bestiame al pascolo brucano i germogli non appena spuntano dal terreno, prima che possano crescere abbastanza da sostituire i tronchi più vecchi che muoiono. Il risultato è una foresta composta in prevalenza da alberi anziani, con pochissimi esemplari giovani a rimpiazzarli.

Nel 2013 alcuni ricercatori hanno recintato circa sei ettari e mezzo dei quarantatré ettari del clone, con una staccionata alta circa due metri e mezzo per tenere fuori gli animali. Nell’area protetta, nel giro di cinque anni, i nuovi germogli sono cresciuti fino a quattro metri e mezzo. Nelle zone senza recinzione, o dove la recinzione non ha retto, il ricambio resta fermo.

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Fusti, tronchi geneticamente identici, spuntati dallo stesso apparato radicale

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Ettari l'estensione del sistema sotterraneo, sotto Fish Lake, Utah

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Tonnellate — peso stimato, il più massiccio organismo vivente mai censito

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Anni di fotografie aeree usate per analizzare il rallentamento del ricambio dei fusti

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