Nel 2010 Ai Weiwei ha ricoperto la Turbine Hall della Tate Modern di Londra con cento milioni di semi di girasole in porcellana, distesi su un tappeto spesso dieci centimetri per mille metri quadrati. È stata l'opera con cui l'artista cinese ha aperto quell’anno la Unilever Series, il programma con cui la Tate commissiona ogni stagione un’installazione per lo spazio industriale del museo.

Ogni seme è stato modellato a mano, cotto, dipinto a pennello e cotto di nuovo da artigiani specializzati a Jingdezhen, la città cinese che da secoli produce la porcellana imperiale. Il lavoro, come racconta la stessa Tate in un documentario girato sul posto, ha coinvolto 1.600 persone ed è durato due anni. Il peso complessivo dell’installazione è di circa 150 tonnellate.

Da lontano il pavimento appare come un’unica distesa uniforme, quasi industriale. Da vicino, ogni seme mostra una propria irregolarità: una crepa, una pennellata, una sfumatura di grigio diverse dalle altre — la traccia di una delle 1.600 mani che hanno lavorato all'opera.

I visitatori potevano inizialmente camminare sul tappeto di semi. La Tate ha poi transennato l’installazione, dopo aver valutato che la polvere di porcellana sollevata dal passaggio potesse risultare dannosa se inalata a lungo termine.

Per Ai Weiwei il seme di girasole richiama un’immagine precisa della sua infanzia. Durante la Rivoluzione Culturale, la propaganda cinese ritraeva Mao come il sole e il popolo come un campo di girasoli rivolto verso di lui. L’artista racconta anche un ricordo più personale legato allo stesso oggetto: i semi condivisi tra amici, un gesto comune negli anni di povertà diffusa in cui è cresciuto. Nell’opera restano entrambi i riferimenti, sovrapposti sullo stesso pavimento.

C’è anche una lettura legata all’etichetta “Made in China”, di solito associata a produzione di massa e anonimato. Ogni seme di Sunflower Seeds è il risultato di una decisione individuale, presa da uno dei 1.600 artigiani coinvolti nel progetto, ripetuta cento milioni di volte.

Nel 2011 la Tate ha acquistato una parte dell'installazione originale, circa otto milioni di semi, oggi esposta in collezione permanente in forma di cono.

100 milioni

I semi di porcellana, dipinti a mano uno per uno, apparentemente identici

1.600

Artigiani a Jingdezhen coinvolti nella produzione dell'opera

2

Anni di lavorazione continua per completare l'installazione

2

Tonnellate, il peso complessivo dei semi di porcellana

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