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A Bali, di sera, un’orchestra di gamelan produce un tessuto di rintocchi metallici, veloce e ininterrotto. La linea melodica più acuta e veloce nasce da una tecnica chiamata kotekan. Due musicisti si dividono la stessa frase: uno suona le note pari, la parte chiamata polos l’altro, il sangsih, suona quelle dispari, riempiendo gli spazi lasciati dal primo. Nessuno dei due esegue da solo la melodia che si sente. Incastrati con un margine di errore quasi nullo, i due strumenti insieme producono un flusso più veloce di quanto un solo musicista potrebbe suonare. Nel repertorio gamelan balinese l’assolo è quasi assente.
La stessa struttura regge l’intera orchestra. Un gamelan giavanese completo conta tra i settanta e gli ottanta strumenti diversi — gong di varie dimensioni, metallofoni, tamburi, flauti di bambù, cetre, insieme a un cantante solista e a un coro fino a quindici voci. Ogni strumento suona solo poche note del disegno complessivo.
Anche la costruzione segue lo stesso principio. Un set di gamelan viene forgiato e intonato per intero dallo stesso gruppo di fonditori, nell’arco di alcune settimane: ogni gong e ogni lamina di bronzo vengono accordati sulle altre, non su uno standard esterno. A Giava, prima di cominciare la lavorazione di un nuovo set, gli artigiani celebrano ancora oggi un rito chiamato Gongso Ageng, per chiedere che il lavoro proceda senza incidenti. Due gamelan diversi non suonano mai in modo identico, e gli strumenti di un set non si scambiano con quelli di un altro.
A Bali gli strumenti non hanno un proprietario individuale. Restano custoditi nella bale banjar, la sala comune del villaggio, e si suonano a turno, generazione dopo generazione. Nel dicembre 2021 l’UNESCO ha iscritto il gamelan nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità, dodicesimo riconoscimento di questo tipo assegnato all’Indonesia.
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Strumenti in un'orchestra gamelan giavanese completa
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Voci, polos e sangsih, le parti che si intrecciano nel kotekan balinese
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Coristi al massimo, nel coro che accompagna l'orchestra giavanese
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Anno di iscrizione UNESCO al patrimonio culturale immateriale (15 dicembre)

