Ogni due anni, la prima domenica di ottobre, migliaia di persone si radunano nella Tarraco Arena Plaça di Tarragona, l’ex plaza de toros della città. Decine di squadre, le colles castelleres, costruiscono lì torri umane alte fino a nove piani, senza corde né imbragature: solo persone, una sopra l’altra.

La pratica viene dal “ball dels Valencians”, un ballo diffuso nel Settecento nei paesi intorno a Tarragona, arrivato dalla muixeranga valenzana. Il ballo si chiudeva con una piccola piramide umana, una figura tra tante. Con il tempo quella figura ha preso più importanza della danza: nel 1770, all’Arboç, viene documentata la prima torre a sei piani. Nell’arco di un secolo la pratica diventa una disciplina vera e propria, con regole non scritte, allenamenti, rivalità tra paesi vicini.

Ogni parte della struttura ha un nome. Alla base c’è la pinya: centinaia di persone strette l’una contro l’altra, braccia intrecciate, mani che afferrano cinture e schiene di chi hanno davanti. Sopra la pinya sale il tronc, formato dai castellers più esperti, uno sulle spalle dell'altro. In cima c’è il pom, quasi sempre composto da bambini, gli unici abbastanza leggeri e agili da arrampicarsi fino all’ultimo piano. A chiudere la struttura è l’enxaneta, una bambina o un bambino di cinque o sei anni: una volta in cima alza un braccio, il gesto che dichiara la torre completa. Poi scende, e con lei scendono tutti gli altri, in ordine inverso rispetto alla salita.

Il lavoro più pesante, quello della pinya, è anche il meno visibile nelle foto e nei video. Le persone alla base spesso non conoscono chi sta salendo sopra di loro, non vedranno mai la cima, e passano l’intera esibizione con la testa bassa e le spalle strette contro altri corpi. Il loro compito è sostenere il peso della struttura e, se la torre cede, ammortizzare la caduta con la schiena.

Il punto più alto della prima grande stagione castellera arriva nel 1881, quando a Tarragona viene scaricato il “quatre de nou sense folre”. Nel 1893, a El Vendrell, si vede l’ultima torre di nove piani per quasi un secolo: la tradizione si riduce, sopravvive con difficoltà durante il franchismo, e riprende slancio negli anni Settanta, quando i castells diventano un modo per rivendicare l'identità catalana. Nel 1998, per la prima volta nella storia, una squadra (colla) carica una struttura di dieci piani. Nel 2010 l'UNESCO dichiara i castells Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Oggi il Concurs de Castells di Tarragona riunisce oltre quaranta squadre e decine di migliaia di spettatori, per assistere alla costruzione e allo smontaggio, piano per piano delle torri.

1770

Anno del primo castell documentato: sei piani, alzato all'Arboç

1881

Anno del “quatre de nou sense folre” di Tarragona, apice della prima età dell'oro

2010

Anno del riconoscimento UNESCO come Patrimonio Immateriale dell'Umanità

2010

Colles, squadre in gara al Concurs de Castells di Tarragona, la sfida biennale più importante della stagione

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